La Psicoterapia con l’Immaginazione Creativa a Trento e Online

Oltre le parole: la terapia attraverso l’uso delle immagini e dei simboli

La mente analizza, le immagini trasformano. L’impiego dell’Esperienza Immaginativa per l’esplorazione dei mondi interni e per la rielaborazione di situazioni di ansia, depressione, traumi e conflitti.

Le potenzialità dell’Immaginazione Creativa

Il metodo dell’Esperienza Immaginativa si avvale dell’uso dell’immaginazione creativa per entrare in contatto con la sfera psichica dell’individuo. Personalmente, amo particolarmente questo metodo sia per la sua delicatezza nell’entrare in contatto con la dimensione emozionale personale, che per la sua idoneità ad esplorare anche le sfere più elevate della psiche, quando iniziano ad affiorare aspetti che riguardano la profondità del proprio Sé più autentico.

Lo scopo di un intervento di questo tipo non si limita infatti alla sola riduzione dei sintomi del disagio psichico (obiettivo di per sé in ogni caso primario e importantissimo), ma mira a ricostituire (o creare) in un individuo uno stato di “pienezza” dell’essere, di consapevolezza globale e, quale conseguenza diretta, un vissuto quotidiano più gioioso e ricco.

L’immaginazione occupa un ruolo centrale tale da consegnarci una vera e propria concezione del mondo, cui è sotteso il discorso radicale di un allargamento della nozione di realtà e di una corrispondente estensione della coscienza

Aldo Carotenuto

Quando può essere utile l’impiego dell’Immaginazione Creativa in Psicoterapia

La possibilità di utilizzare la psicoterapia con l’Immaginazione Creativa, presso lo studio di Trento, può offrire una serie di vantaggi per aiutare la riflessione, la consapevolezza di sé e il miglioramento delle condizioni esistenziali. Naturalmente, il suo impiego non è automatico. Ci deve essere l’interesse e la curiosità della persona ad esplorare il suo mondo interiore attraverso la simbologia metaforica dell’immaginario. 

Ma sono necessarie anche alcune sedute introduttive in cui viene analizzata la particolare situazione personale prima di procedere con l’immaginario. Questo perché è molto importante favorire la creazione di un’ottimale “clima” terapeutico introduttivo e verificare che non vi siano ostacoli all’adozione del metodo.

Vorrei poi precisare che anche le persone che tendono alla razionalizzazione e ad un forte auto controllo possono trarre beneficio da questa tecnica. La psicoterapia con l’Esperienza Immaginativa si avvale infatti di una funzione fisiologica presente in ciascun essere umano, ovvero la capacità di immaginare. Si tratta spesso solamente di imparare a sentirsi a proprio agio nel lasciarsi andare spontaneamente ad uno stato di rilassamento.

Ecco alcuni ambiti esemplificativi in cui l’Immaginazione Creativa può essere d’aiuto.

Quando le emozioni faticano a trovare una voce

A volte il disagio o il malessere sono depositati in profondità, stratificati, antichi o indefiniti e difficili da tradurre in parole. Il linguaggio verbale ha inevitabilmente i suoi limiti nel riuscire a far emergere nitidamente le complessità di determinate dinamiche interiori. Ma il linguaggio simbolico e metaforico dell’immaginario può aprire una via di comunicazione più diretta, e meno mediata, con l’inconscio ed offrire preziose informazioni.

Quando i meccanismi difensivi sono robusti

Come è noto nell’ambito psicodinamico della psicologia, i meccanismi difensivi che la nostra mente utilizza per proteggerci dal vissuto di determinate emozioni o pulsioni possono in alcuni casi essere particolarmente rigidi e robusti. Un metodo basato sull’uso dell’Immaginazione Creativa, grazie alla sua delicatezza, è in grado di aggirare le difese quando sono troppo rigidamente protettive. Questo però, grazie alla simbolizzazione mediante immagini del materiale inconscio emerso, aiuta a mantenere il pieno rispetto del bisogno della persona di non sentirsi “forzata”.

Quando compare il desiderio di far emergere il proprio senso della vita

Per molte persone il senso della propria vita rimane un mistero insondabile. Ma non sono poche quelle che si impegnano attivamente per farlo emergere, in particolare tra coloro che conoscono i territori desolati della sofferenza. La consapevolezza sul senso della nostra vita è spesso racchiusa in elementi che amano nascondersi ed esprimersi solamente in termini metaforici. E non è raro che sia proprio il potere simbolico dell’immaginario ad aprire una via per poter esplorare i propri valori più autentici, i propri sogni più nobili e il proprio scopo esistenziale. E a volte ciò costituisce il più prezioso fattore di “guarigione” psicologica.

Per chi aspira alla piena realizzazione di Sé

Come spesso è stato ribadito nelle pagine di questo sito, l’obiettivo principale di qualunque psicoterapia rimane naturalmente quello di dare sollievo alla sofferenza. Ma c’è anche chi desidera andare oltre, intraprendere un viaggio verso la scoperta dei propri talenti e della propria unicità. Il lavoro con l’Immaginazione Creativa, soprattutto nelle sue fasi più avanzate, aiuta anche a far emergere e a raggiungere le parti più luminose del Sè.

Per accompagnare la psicoterapia fino ai livelli della trascendenza

La psicoterapia condotta con il metodo dell’Esperienza Immaginativa può essere estesa fino all’ultima di cinque fasi distinte, giungendo a sfiorare tematiche definibili come “trascendenza”. Questa fase è denominata di “lucidità creativa” (1), perché dimostra il raggiungimento da parte della persona della capacità di affrontare i propri problemi con lucide intuizioni e consapevole capacità creativa.

E ciò avviene grazie al fatto che è stata favorita la capacità di connettersi profondamente con la propria parte più genuinamente autentica e “spirituale”.

In un breve ma interessante scritto, Rocca e Stendoro (2) così si esprimono a proposito dell’esperienza della Trascendenza mediante il “sogno guidato”: “l’analisi Rêve Eveillé Dirigé tende comunque ad essere aperta ed inclusiva a qualsiasi esperienza di allargamento della coscienza dell’essere. Dopo la fase terapeutica dedicata alla presa in carico delle parti di sé negate o scisse, all’elaborazione dei conflitti ed alla modificazione intrasistemica dell’Io, il paziente può pervenire ad un’armonica percezione dell’Essere-con attraverso delle Catene Immaginative ad evidenza emozionale transpersonale di lucidità Creativa. Queste non sono, a nostro giudizio, dei postulati metafisici, ma delle realtà esperienziali profonde dirette al recupero di valori superiori a dimensione noetica o noologica. Il termine transpersonale designa quindi il cogliere sinteticamente una specifica e comune realtà aperta sulla trascendenza.

Particolarità del metodo dell’Esperienza Immaginativa

Un intervento psicologico basato sull’uso dell’immaginazione è cosa ben diversa dal semplice fantasticare a cui la nostra mente spesso si abbandona. Si tratta di sostanzialmente di Immaginazione Creativa, intesa come la facoltà della nostra mente di poter generare, attraverso il pensiero, scenari ipotetici di realtà. 

Questi scenari hanno la caratteristica di potersi manifestare nel mondo reale grazie alla soluzione di conflitti interiori o all’emergere di abilità personali precedentemente inaccessibili. Creare l’immagine mentale della possibile soluzione di un problema o di un disagio psicologico significa, in altri termini, creare i presupposti psicologici per poter trasferire questa soluzione sul piano della realtà.

In uno scenario immaginativo adeguatamente vissuto, l’Io partecipa attivamente alla “costruzione” dell’ipotetica realtà, risolvendo conflitti, superando ostacoli, intuendo soluzioni e abbandonando limiti che il solo pensiero razionale cosciente spesso non consente. E ciò che è immaginabile, tende inevitabilmente a trasferirsi nella realtà, portando con sé le emozioni sviluppate durante la fase di Immaginazione Creativa.

Si tratta di un intervento psicologico “dialogato”, in quanto il soggetto comunica allo psicologo le immagini che affiorano spontaneamente nel suo campo immaginativo. Quest’ultimo, offre suggerimenti o indicazioni utili al tipo di intervento più idoneo per quella determinata situazione, utilizzando come “strumenti” la propria immaginazione e le proprie emozioni al fine di costruire una relazione d’aiuto caratterizzata da profonda empatia.

Ogni psicologia che sceglie come sua meta l’anima, deve parlare in termini immaginativi

James Hillman

Come si svolge la seduta di psicoterapia con l’Immaginazione Creativa

La persona si pone comodamente seduta su una poltrona, o in posizione semisdraiata su una chaise longue. L’ambiente viene predisposto in maniera da favorire il rilassamento, attraverso l’attenuazione dei rumori e della luminosità.

L’avvio dell’immaginario mediante uno stimolo immaginativo

L’immaginario prende avvio grazie ad uno stimolo immaginativo proposto dal terapeuta, che può essere di tipo visivo, uditivo o (più frequentemente) verbale. Sulla base di questo stimolo percettivo la persona inizia a produrre uno scenario di fantasia, all’interno del quale vengono proiettate simbolicamente le proprie dinamiche psichiche, che si strutturano secondo i propri impulsi, desideri, frustrazioni, meccanismi difensivi, conflitti, ecc. 

Il vantaggio del metodo consiste nella possibilità offerta all’individuo di poter esprimere queste dinamiche in maniera indiretta, aggirando quindi delicatamente quelle protezioni mentali che le renderebbero difficilmente accessibili.

La verbalizzazione dello scenario immaginativo creato

Lo scenario immaginativo viene verbalizzato dalla persona, per tutto il corso dell’Esperienza Immaginativa. Questo consente al terapeuta di poter partecipare attivamente, anche intervenendo con specifici suggerimenti quando ritenuti utili per il raggiungimento di uno specifico risultato.

La condivisione delle emozioni emerse

La procedura si conclude poi con la condivisione delle emozioni emerse grazie all’immersione nello scenario immaginativo. L’intera fase di Immaginazione Creativa viene trascritta in presa diretta dal terapeuta, sulla base della produzione creativa progressivamente raccontata dalla persona.

L’analisi successiva

Vi è poi una fase successiva in cui si analizza assieme l’immaginario emerso, cercando di effettuare un’attribuzione di senso utile a comprendere metaforicamente il contenuto simbolico delle immagini e il modo in cui possono essere d’aiuto sia nel comprendere che nel modificare le dinamiche psichiche inconsce.

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Psicoterapia con l’Esperienza Immaginativa e analisi dei sogni

Questo è un aspetto molto interessante, perchè riguarda una delle particolarità più importanti del metodo dell’Esperienza Immaginativa. Mentre nel sogno notturno la consapevolezza cosciente del sognatore è sostanzialmente assente, nell’Esperienza Immaginativa essa, benché leggermente attenuata, rimane assolutamente presente.

Il sogno può dunque essere più “regressivo”, può andare più in profondità nei contenuti dell’inconscio, dal momento che le difese coscienti sono praticamente assenti nel sonno. Per contro, però, il sogno non è gestibile “in presa diretta” come può essere fatto con il diretto impiego dell’Immaginazione Creativa .

L’immaginario viene infatti prodotto su richiesta e alla presenza del terapeuta, che sulla base della sua esperienza e sensibilità può introdurre indicazioni per portare la persona in contatto simbolico con elementi utili al percorso psicologico.

E’ comunque utile ricordare che, in un percorso di analisi o di psicoterapia, sia il sogno notturno che l’Esperienza Immaginativa vengono utilizzati in maniera integrata, al fine di poter sfruttare le peculiarità di entrambi gli strumenti.

Per questo, nei percorsi terapeutici che propongo presso lo studio di Trento, consiglio sempre di tenere un diario personale, in cui riportare i sogni notturni, ma anche le riflessioni che possono emergere liberamente rispetto al vissuto immaginativo.

Trascendenza ed Immaginazione Creativa

Vorrei fare un rapido accenno anche al fatto che uno dei motivi per cui amo particolarmente il metodo dell’Esperienza Immaginativa è la possibilità, favorita dall’utilizzo di un immaginario simbolico e metaforico, di accedere anche alle zone più elevate della nostra coscienza.

Lavorare con l’immaginario non significa assolutamente abbandonarsi, fantasticando, ad improbabili appagamenti di desideri infantili. Impegnarsi in un lavoro di “immaginazione creativa” come quello dell’Esperienza Immaginativa significa piuttosto accettare di portare alla luce i propri limiti, le proprie debolezze e i propri conflitti interiori, al fine di poterli rielaborare e, se possibile, superare.

E questo percorso potrà, in alcuni tratti, attraversare qualche valle buia o qualche freddo deserto, o smarrirsi in qualche sotterraneo dell’anima, con un momentaneo prezzo da pagare in termini di dolore emozionale. Ma se davvero aneliamo a pervenire a determinate vette di consapevolezza interiore, i difficili momenti di transizione non possono e non devono spaventarci.

Quando la consapevolezza interiore si amplifica a seguito del lavoro compiuto e senza precorrere i tempi, si possono manifestare all’interno della fase di Immaginazione Creativa quelle situazioni dal sottile contenuto emozionale che abbiamo già definito “lucidità creativa”. Esse sono caratterizzate dalla concomitante presenza di uno stato di serenità e pace, e dell’aspirazione a partecipare alla vita delle altre persone.

La nostra coscienza si eleva a livelli di significato esistenziale più ampi e profondi. Tutto ciò che avevamo esperito come doloroso, può allora quietarsi nella consapevolezza che tutto fa semplicemente parte di quella meravigliosa esperienza che chiamiamo Vita.

Il sogno ad occhi aperti non è un vuoto mentale. È piuttosto il dono di un’ora che conosce la pienezza dell’anima

Gaston Bachelard

Domande frequenti (FAQ) sull’uso dell’Immaginazione Creativa in psicoterapia

Vorrei riassumere alcune delle domande che mi sento più frequentemente rivolgere sulla tecnica dell’Esperienza Immaginativa da parte di persone incuriosite dal metodo, e che desiderano qualche approfondimento. Spero in questo modo di poter soddisfare qualche piccola curiosità che potrebbe emergere dalla lettura di quanto contenuto in questa pagina.

Perché ho scelto un metodo basato sull’uso dell’Immaginazione Creativa

Il mio personale interesse per la psicoterapia con l’Esperienza Immaginativa è strettamente legato ad una visione della psicologia fortemente caratterizzata da una concezione “spirituale” dell’esperienza umana, in tutte le sue possibili declinazioni. Con questo termine intendo sostanzialmente riferirmi a quella dimensione che per molti individui è una necessità fondamentale: il bisogno di ricercare un senso e un fine all’esistenza stessa.

Non si tratta quindi di un concetto che si limita all’esperienza religiosa, la quale può rimanere del tutto estranea a questo ambito oppure sovrapporvisi con ampiezza variabile a seconda dell’inclinazione soggettiva di ciascun individuo.

Ha piuttosto a che fare con l’aspirazione ad interpretare più acutamente e profondamente la realtà, apprendendo a coglierne con intuito e saggezza i tanti elementi di bellezza che la caratterizzano. Questi rischiano infatti di rimanere estranei alla nostra coscienza, ostacolando quell’arricchimento interiore che, nel mio modo di vedere, costituisce il vero salto di qualità del benessere psicologico.

Ha anche a che fare con l’opportunità di apprendere le modalità per mezzo delle quali riuscire a rendere “sacra” la propria esistenza, sviluppando il proprio sentire, e realizzando mete sempre più consapevolmente elevate.

Ma ha a che fare anche e soprattutto con l’accrescimento della capacità di dare un senso alla sofferenza, in tutte le forme in cui essa può manifestarsi nella nostra vita. Niente può annientare il nostro cuore più dei momenti di grande dolore. Ma nient’altro ha anche il potere di risvegliarlo a nuovi livelli di consapevolezza.

Una psicologia concretamente spirituale, a mio avviso, non deve limitarsi ad accogliere e alleviare il dolore, per quanto nobile e sempre auspicabile possa essere questo proposito. Deve anche essere in grado di dare risposte agli interrogativi più profondi che tormentano l’animo dell’essere umano e di indicare una via per dare un senso alla sofferenza.

Nel mio percorso professionale, l’Esperienza Immaginativa si è dunque spesso rivelata uno strumento prezioso per parlare quel linguaggio metaforico e simbolico necessario per chi anela ad avvicinarsi alle “profondità dell’anima”. È la chiave che aiuta ad aprirsi a una dimensione profonda, che non aspira solo alla cura del sintomo, ma alla pienezza dell’essere e alla ricerca di significato.


NOTE BIBLIOGRAFICHE
(1) – Passerini A. (a cura di), 2009, Immaginario: Cura e Creatività – L’Esperienza Imaginativa dal neurone alla psicoterapia, p.103, Alpes Italia 
(2) – R. Rocca, G. Stendoro – “L’Immaginario – teatro delle nostre emozioni”, p.293, Edizioni Clueb

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