Psicologo per il Lutto a Trento e online

Psicoterapia per l’elaborazione del lutto.
Uno spazio per dare voce alla perdita e ritrovare un senso

Psicologo per il lutto a Trento e Online

Il lutto come separazione

Ho ancora un’emozione particolare quando ricordo le parole di una psicanalista che ha avuto il ruolo di insegnante durante gli anni della mia formazione. Ci ricordava spesso che la nostra nascita, pur nella gioia che questo evento generalmente porta con sé, rappresenta anche la prima di una serie di separazioni che dovremo poi affrontare nella vita.

Quando perdiamo una persona cara, la separazione smette di essere un pensiero e diventa un’esperienza che attraversa impatta sull’intera esperienza del nostro stare al mondo. Con chi se ne va, perdiamo anche una parte della nostra storia, dei gesti quotidiani, e anche quella versione di noi che prendeva forma nella relazione con questa persona.

Italo Svevo

Il dolore che ne deriva, nella maggior parte dei casi, non è necessariamente un problema da correggere, o una patologia da curare. E’ semplicemente una risposta profondamente umana alla perdita di un legame importante.

Nel mio lavoro, sia presso lo studio di Trento che online, nei percorsi di supporto psicologico per il lutto cerco di offrire a questa esperienza uno spazio in cui possa essere raccontata, ascoltata e, a poco a poco, integrata nella vita.

Ciò che la perdita spesso ci fa sentire

Il lutto è un processo naturale, ma a volte il dolore si “incastra” e diventa faticoso da sostenere, trasformandosi in quello che la clinica chiama lutto complicato o patologico. Potresti accorgerti di aver bisogno di supporto quando ad esempio:

Il dolore e l’angoscia non si attenuano: i mesi passano, ma la sofferenza resta intensa e pervasiva, accompagnata da un profondo senso di vuoto che impedisce di ritrovare pace o conforto;
I pensieri sono costanti e intrusivi: la mente tende ad essere invasa dal ricordo della persona scomparsa o dalle circostanze della sua morte, in un ciclo di rimuginio quasi ossessivo che toglie energia alla vita presente;
Prevalgono sensi di colpa e auto–accusa: ti ritrovi a pensare costantemente che avresti potuto fare o dire qualcosa di diverso per evitare l’inevitabile, sentendoti in qualche modo responsabile;
Fatichi ad accettare la realtà della perdita: ti sorprendi a comportarti o a pensare come se la persona fosse ancora presente, oppure, al contrario, eviti sistematicamente qualsiasi luogo, oggetto o situazione che te la ricordi per paura di soffrire;
Sperimenti isolamento e perdita di senso: ti ritiri progressivamente dalle relazioni sociali e avverti un’apatia cronica, come se, senza quella persona, la tua vita, i tuoi obiettivi e le tue giornate avessero perso completamente di significato.

Quando il dolore del lutto chiede ascolto

Il lutto non segue un calendario prestabilito. C’è chi lo attraversa in modo più lineare e chi si ritrova fermo in un dolore che non si attenua, nel senso di colpa, nella rabbia, in un rimuginio continuo su quelle ultime parole che si sarebbero potute dire, o quei piccoli gesti che si sarebbero potuti fare. C’è chi avverte una solitudine particolare: il mondo prosegue, indifferente, mentre per lui o lei il tempo si è fermato. Se ti senti in questo tipo di situazione, forse non serve attendere che la sofferenza debba diventare insostenibile per cercare un interlocutore.

Il lutto come crisi di senso

La perdita non scuote soltanto gli affetti: mette in discussione la cornice di significato entro cui interpretavamo la vita. Ci pone di fronte alla finitudine, alla fragilità dei legami, alla domanda su che cosa dia valore all’esistenza. Ne ho parlato in un articolo dedicato, in cui se hai piacere puoi trovare un approfondimento.

Esistono anche forme di lutto che il contesto sociale non riconosce necessariamente come tali, ma che hanno su di noi un’effetto del tutto simile. Si pensi ad esempio alla fine di una relazione importante, la perdita del lavoro o della salute, il venir meno di un progetto di vita nel quale si era investito molto. Anche queste esperienze meritano ascolto e un tempo per essere elaborate.

Il lavoro che possiamo fare assieme

Innanzitutto, il colloquio: presso il mio studio di Trento oppure online puoi trovare un luogo di ascolto e di riservatezza dove la perdita può essere raccontata con i propri tempi e con le proprie parole, anche le più fragili, incerte e frammentate.

Insieme possiamo darci l’obiettivo di ricostruire la storia del legame con ciò che si è perso, di dare parole al dolore, alla rabbia e all’ambivalenza che spesso lo accompagnano, e di comprendere che cosa di quel legame continui a vivere in noi.

Il fine non è quello di recidere un legame, ma di lasciare che possa evolvere e trasformarsi, integrandosi con meno difficoltà nella propria esperienza di vita.

Quando la persona lo desidera, il colloquio può essere affiancato dal lavoro sul sogno notturno, dall’uso di materiale simbolico, o dall’Esperienza Immaginativa, che permette di avvicinare il dolore attraverso il linguaggio delle immagini.

Se la perdita apre anche interrogativi sul senso dell’esistenza o sulla dimensione spirituale, la terapia può offrire a queste domande lo spazio che meritano, senza imporre alcuna prospettiva.

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Se hai piacere di scrivermi o chiamarmi per richiedere un primo incontro conoscitivo, puoi trovare tutti i canali di contatto nella pagina dedicata che trovi di seguito.
Posso fornire tutte le informazioni sul percorso più adatto per iniziare a prenderti cura di te.

Domande frequenti (FAQ) sulla psicoterapia per il lutto

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